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Corso gratuito per facilitatori territoriali della Terra d’Arneo

Il LUA, Laboratorio Urbano Aperto di Lecce, insieme con L’Ecomuseo Terra d’Arneo organizza, nell’ambito del processo partecipativo “Verso il PUG: Leverano disegna il suo futuro”, selezionato e finanziato nell’ambito del Programma Annuale della Partecipazione della Regione Puglia “#PugliaPartecipa”, un corso teorico-pratico di base per la formazione di 25 facilitatori nei processi di partecipazione, orientato in particolare all’attivazione di processi di pianificazione e gestione partecipata del territorio ai fini ecomuseali.

Il corso è rivolto a tutti coloro che vogliano attivarsi per promuovere attività partecipate di tipo ecomuseale, indirizzate allo sviluppo di una identità territoriale comune ed al coinvolgimento attivo della cittadinanza, promuovendo la nascita di politiche territoriali dal basso, attraverso l’organizzazione di incontri pubblici per il censimento, la mappatura, il monitoraggio e la gestione dei “beni di comunità”, ovvero tutti quegli elementi identitari, materiali od immateriali che contribuiscono a formare l’identità delle comunità in relazione al territorio di appartenenza.

Il corso si articola in quattro giorni di formazione, dal 9 al 12 settembre 2019, con incontri pomeridiano-serali di tre ore e mezza ciascuno (18:00-21:30), cui seguirà una fase di sperimentazione sul campo, in cui i partecipanti al corso collaboreranno attivamente nel dare vita a quattro incontri di “narrazioni di quartiere”, previsti all’interno del percorso partecipato per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale di Leverano, che avranno luogo tra la fine di settembre e l’inizio di novembre 2019.

I partecipanti svilupperanno la propria capacità di organizzazione, facilitazione ed elaborazione al fine di poter avviare o espandere “un’antenna ecomuseale” dell’Ecomuseo Terra d’Arneo all’interno del proprio Comune di residenza, elemento essenziale per riscoprire, rafforzare e rinnovare il senso di appartenenza delle diverse Comunità alla Terra d’Arneo, un comprensorio dalle caratteristiche storiche e paesaggistiche uniche, ben individuato all’interno del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR).

Il corso è gratuito ed a numero chiuso, per un massimo di 25 partecipanti; possono candidarsi alla call tutti i cittadini maggiorenni, residenti in uno dei nove Comuni compresi nel territorio dell’Ecomuseo Terra d’Arneo (Copertino, Guagnano, Leverano, Nardò, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Donaci, San Pancrazio, Veglie).

Per maggiori dettagli ed informazioni si rimanda al bando ed alla scheda di candidatura.

Bando

Scheda di candidatura

Progetti vivi, progetti condivisi

Gli Ecomusei, in Italia e nel mondo, sono realtà molto particolari, che funzionano attraverso lo scambio di idee, pratiche e progetti, attraverso reti come quella di Mondi Locali, confluita adesso nella rete nazionale degli ecomusei.

Si tratta di una capacità di condivisione che non ha eguali, se non, a livello informatico, nel movimento per il software e la tecnologia open-source, che ha portato alla creazione di numerosissime applicazioni per i diversi sistemi operativi, di uso libero, sostenute da comunità di sviluppatori.

Si tratta di qualcosa di nuovo? Sì e no, nuovo per quanto siamo abituati adesso, ma antico se pensiamo che questo è il modo in cui è cresciuta la cultura nella specie umana: apporti successivi di tanti, trasformati in scoperte condivise.

È per questa ragione che il materiale presente su questo sito, così come tutto quello prodotto dall’Ecomuseo Terra d’Arneo, è rilasciato sotto licenza Copyleft: ogni risultato potrà essere condiviso, modificato e riutilizzato liberamente, con la sola necessità di riconoscere la fonte originaria.

E questo non solo sarà valido per testi ed immagini, ma sopratutto per le idee e per i progetti: il nostro agire sarà sempre rivolto alla crescita complessiva della consapevolezza territoriale, culturale ed ambientale delle comunità, in una ideale staffetta tra le generazioni che ci hanno preceduto e quelle che seguiranno, in parallelo con tutte le realtà ecomuseali d’Italia e del Mondo.

Questa introduzione serve a spiegare il metodo con cui proporremo e porteremo avanti i futuri progetti, un metodo che permetta la collaborazione di tutti ed il riconoscimento del lavoro di ognuno.

La base – che conferma quello che dicevamo precedentemente – ha origine nella metodologia utilizzata nell’Ecomuseo di Parabiago, in Lombardia, che ha prodotto un’ottima brochure informativa in proposito, basata su passi successivi, che potrebbe essere così riassunta:

1. Ho un’idea per la città, la comunità e/o il territorio;
2. Controllo, sul sito dell’Ecomuseo, se la stessa idea o un’idea simile non sia già diventata un progetto in corso;
3. Scrivo, da solo o con i miei amici, o con l’associazione di cui faccio parte, una breve presentazione dell’idea;
4. Condivido la mia idea con l’Ecomuseo, nelle riunioni di Antenna Ecomuseale del mio Comune, raccogliendo adesioni di altre persone od associazioni che vogliano collaborare al futuro progetto;
5. Preparo un progetto a partire dall’idea proposta, insieme con chi vuole collaborare, che individui i ruoli all’interno (chi fa cosa);
6. Presentiamo il progetto al Comune o ai Comuni interessati
7. Realizziamo insieme il progetto!

Naturalmente il riconoscimento dell’attribuzione dell’idea progettuale rimarrà sempre al primo ideatore e, allo stesso modo, nel progetto sarà riportato il nome di tutti quelli che vi collaboreranno, con il loro ruolo.
Allo stesso tempo, chiunque voglia partecipare al progetto, nelle sue diverse fasi, sarà sempre accolto, secondo un’idea inclusiva di aiuto e crescita reciproca.
Ed infine il percorso progettuale, spiegato nelle diverse fasi, rimarrà disponibile per essere riutilizzato liberamente da altre comunità ecomuseali, con i dovuti adattamenti del caso, secondo la licenza Copyleft.

Perché, come scriveva Italo Calvino nelle “Le Citta Invisibili”, citato da Raul Del Santo, coordinatore del’Ecomuseo di Parabiago:

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.