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Progetti vivi, progetti condivisi

Gli Ecomusei, in Italia e nel mondo, sono realtà molto particolari, che funzionano attraverso lo scambio di idee, pratiche e progetti, attraverso reti come quella di Mondi Locali, confluita adesso nella rete nazionale degli ecomusei.

Si tratta di una capacità di condivisione che non ha eguali, se non, a livello informatico, nel movimento per il software e la tecnologia open-source, che ha portato alla creazione di numerosissime applicazioni per i diversi sistemi operativi, di uso libero, sostenute da comunità di sviluppatori.

Si tratta di qualcosa di nuovo? Sì e no, nuovo per quanto siamo abituati adesso, ma antico se pensiamo che questo è il modo in cui è cresciuta la cultura nella specie umana: apporti successivi di tanti, trasformati in scoperte condivise.

È per questa ragione che il materiale presente su questo sito, così come tutto quello prodotto dall’Ecomuseo Terra d’Arneo, è rilasciato sotto licenza Copyleft: ogni risultato potrà essere condiviso, modificato e riutilizzato liberamente, con la sola necessità di riconoscere la fonte originaria.

E questo non solo sarà valido per testi ed immagini, ma sopratutto per le idee e per i progetti: il nostro agire sarà sempre rivolto alla crescita complessiva della consapevolezza territoriale, culturale ed ambientale delle comunità, in una ideale staffetta tra le generazioni che ci hanno preceduto e quelle che seguiranno, in parallelo con tutte le realtà ecomuseali d’Italia e del Mondo.

Questa introduzione serve a spiegare il metodo con cui proporremo e porteremo avanti i futuri progetti, un metodo che permetta la collaborazione di tutti ed il riconoscimento del lavoro di ognuno.

La base – che conferma quello che dicevamo precedentemente – ha origine nella metodologia utilizzata nell’Ecomuseo di Parabiago, in Lombardia, che ha prodotto un’ottima brochure informativa in proposito, basata su passi successivi, che potrebbe essere così riassunta:

1. Ho un’idea per la città, la comunità e/o il territorio;
2. Controllo, sul sito dell’Ecomuseo, se la stessa idea o un’idea simile non sia già diventata un progetto in corso;
3. Scrivo, da solo o con i miei amici, o con l’associazione di cui faccio parte, una breve presentazione dell’idea;
4. Condivido la mia idea con l’Ecomuseo, nelle riunioni di Antenna Ecomuseale del mio Comune, raccogliendo adesioni di altre persone od associazioni che vogliano collaborare al futuro progetto;
5. Preparo un progetto a partire dall’idea proposta, insieme con chi vuole collaborare, che individui i ruoli all’interno (chi fa cosa);
6. Presentiamo il progetto al Comune o ai Comuni interessati
7. Realizziamo insieme il progetto!

Naturalmente il riconoscimento dell’attribuzione dell’idea progettuale rimarrà sempre al primo ideatore e, allo stesso modo, nel progetto sarà riportato il nome di tutti quelli che vi collaboreranno, con il loro ruolo.
Allo stesso tempo, chiunque voglia partecipare al progetto, nelle sue diverse fasi, sarà sempre accolto, secondo un’idea inclusiva di aiuto e crescita reciproca.
Ed infine il percorso progettuale, spiegato nelle diverse fasi, rimarrà disponibile per essere riutilizzato liberamente da altre comunità ecomuseali, con i dovuti adattamenti del caso, secondo la licenza Copyleft.

Perché, come scriveva Italo Calvino nelle “Le Citta Invisibili”, citato da Raul Del Santo, coordinatore del’Ecomuseo di Parabiago:

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.